La storia di Arcangela, Kociss e Nico


il cavallo nico e arcangela

Kociss era un grande eroe indiano, capo degli Apache. Grande condottiero e cavaliere impavido e proprio così, Kociss, si chiamava quel cavallo marrone a macchie bianche, alto, stupendo e fiero che passava davanti a casa mia ogni domenica con altri cavalli, ma lui era il più bello, il più grosso. Lui era Kociss.

Avevo forse 5 anni quando ogni volta che sentivo gli zoccoli sull’asfalto scattavo come una faina e correvo lungo la strada per vederlo passare, con gli occhi luminosi e sognanti, imbambolata. Lui era il cavallo di un amico di papà e aveva il maneggio vicino casa mia.
Io aspettavo sempre con ansia la domenica per vedere solo lui, finché un giorno l’amico di mio padre si fermò, scese da cavallo, mi prese e mi mise in sella! Dio, ricordo ancora ora a 30 di distanza l’emozione che provai quel giorno! Ero in groppa a Kociss!
Fu allora che capii che non era il cane o il gatto il mio animale del cuore, ma era il cavallo.


Passarono gli anni. Ogni tanto l’amico di papà mi faceva fare un giretto su Kociss e il mio cuore si riempiva sempre più di amore verso questo splendido animale.
Un giorno, a 14 anni, l’amico di papà mi portò in passeggiata, dopo aver fatto qualche lezione, e lì toccai il cielo con un dito.
I miei però non potevano permettersi le lezioni di equitazione e l’amico di papà non aveva tempo per insegnare a me ad andare a cavallo in modo serio. Così, a malincuore dovetti rinunciare al mio sogno.

Passarono altri anni. Il diploma, il lavoro, i debiti, la casa, cambiai paese e provincia ma Kociss ogni tanto mi tornava in mente.
Un giorno, dopo il lavoro passai al maneggio dell’amico di papà e lui era lì. Mi guardò, lo guardai, si avvicinò e gli feci una carezza sul muso; quel profumo mi inebriò l’anima con malinconia e tristezza: non ero felice.
Tornai a casa e il giorno dopo mi tatuai Kociss dagli occhi dolci sulla spalla. Aveva le ali, come i miei sogni.

Il mese dopo me ne feci un altro gigante sul polpaccio, con la criniera lunga e folta, così il mio ragazzo mi disse:
“Archy, al posto di riempirti di tatuaggi di cavalli perché non vai a equitazione?”

Sblamh! Una scossa elettrica mi è scesa lungo la schiena risvegliandomi da un lungo sonno, un sonno che mi aveva fatto rinunciare ai miei sogni per anni, e così mi sono fatta tirar dentro dalla mia vicina di casa che da mesi mi diceva di andare al maneggio dove andava lei.
Appena arrivata, in una fresca serata di aprile, sono stata travolta da quei rumori, da quei profumi che ho sempre amato. L’odore del cuoio delle selle, delle redini e del cavallo. Il cavallo… e li impazzivo, quanti cavalli!

Mi sono avvicinata a un box a caso, non ci credevo: Kociss!
Un cavallo grande a macchie proprio come lui! Stupendo, bellissimo! Il suo nome era Tango.

Ora la storia vorrebbe che fosse stato lui il mio cavallo, come un amore ritrovato e vissero per sempre felici e contenti, ma non era lui il cavallo del mio cuore. Troppo buono, troppo bravo, nemmeno uno tsunami lo spaventava, un sogno.
Chi non vorrebbe un cavallo cosi? E secondo voi le cose facili potrebbero attirarmi? Ma no. Quindi ho fatto la prima lezione con Tango, cavallo bravissimo.

arcangela e il cavallo nicoSopra di lui sei in una botte di ferro. Siamo pure usciti in passeggiata insieme ed è stato eccezionale. Ma sì, Tango è stupendo e tutto, ma era come se stessi sopra una Ferrari senza essere appagata pienamente.
Alla seconda lezione, però, il mio insegnante decise di farmi montare Nico, non so il motivo. Un mezzo quarter marrone e pure piccolo, nulla di che. Un cavallo al quale l’anno scorso nessuno dava un centesimo (ma adesso fa le gare e arriva sempre tra i primi).

Non so spiegare cosa ho provato quando l’ho visto, ma ho sentito il cuore caldo.
“Attenta non è un cavallo facile” mi disse il mio istruttore.

Scoprii col tempo cosa significasse quella frase, così iniziai le lezioni a pieno regime.
I pianti, gli insuccessi, il mio volo a terra al galoppo, le piccole vittorie, i piccoli traguardi, un passo avanti e 5 indietro, i nervi e i sorrisi, ma alla sera quando tornavo a casa esausta e piena di polvere ero felice come non mai e il mio cuore batteva forte.

Con Nico ho subito sentito amore. Anche se è un cavallo difficile e mezzo pazzo, è bravissimo a lezione se lo sai tenere.
Purtroppo io ancora non lo so fare al meglio, ma testarda più di lui insisto e sento che tra tanti cavalli lì al maneggio che ho montato è lui il mio “Kociss”. E’ lui che mi fa provare le emozioni che provavo da piccola.

Io non so se mai avrò un cavallo tutto mio, se sarà Nico oppure no, ma so che lui per sempre sarà nel mio cuore perché, senza saperlo, mi ha insegnato e mi sta tuttora insegnando tanto anche quando non mi ascolta o non mi so far ascoltare. Sento che quando mi avvicino e appoggio la mia fronte sulla sua lui diventa il mio Kociss e io quella bimba che sognava quei momenti. E ora, a distanza di tanti anni, da adulta lui mi fa provare quelle stupende emozioni!

Se diventerò una brava amazzone non lo so ma a Nico sarò sempre grata perché mi ha fatto riavvicinare a questo stupendo mondo ed è lui che mi sta portando avanti con fierezza in questo cammino.
Spero con tutto il cuore che questo stupendo cammino non finisca mai e soprattutto che il mio Nico sia sempre con me!

E questa è la mia storia, la storia di una bimba che sogna e che ha saputo non rinunciare al suo sogno, quello più grande, quello col suo Nico!

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Un pensiero riguardo “La storia di Arcangela, Kociss e Nico

  • 30 Ottobre 2016 in 20:48
    Permalink

    Arcangela è una mia collega. ….piena di vita. …un vulcano. ….a volte ti inonda con la sue parole. ….schietta. ..diretta. …sincera. ….a volte coriacea fuori ma tanto dolce dentro. ….e quella dolcezza è qui, in queste parole sul suo cavallo…
    A mercoledì Arcangela.

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