La storia di Sara e Micelle


cavallo micelle e sara

Questi siamo noi.
Ci siamo conosciuti a gennaio 2014 ed è stato il primo cavallo che mi hanno fatto montare al maneggio dove andavo. E’ stato colui che mi ha fatto affascinare al mondo dell’equitazione.

Quando me lo presentarono avevo il cuore a mille, era bellissimo e buonissimo, aveva 21 anni. Mi innamorai di lui e per un anno abbiamo fatto un percorso insieme durante il quale mi ha insegnato molte cose e ci siamo uniti sempre di più, fino a che ad aprile del 2015 si è fatto male all’anteriore destro, per la precisione una tendinite che purtroppo non passava e dopo due mesi la titolare del maneggio mi comunica che avrebbe dato via Micelle regalandolo.


In quel momento mi sentii impotente perché sapevo di non avere molte possibilità di prenderlo, ma tornai a casa e ne parlai con la mia famiglia che mi disse subito di no perché prendere un cavallo vuol dire sacrifici sia economici che non. In più lui era vecchietto, non poteva più lavorare, ma io non potevo mandarlo in chissà quali mani che non l’avrebbero fatto stare bene e allora, grazie al mio fidanzato che mi ha appoggiato sin dall’inizio, ho girato mezza città per trovare un posto carino dove tenerlo e ci riuscii.

Quindi comunicai alla mia insegnante che il giorno 12 luglio (data del mio compleanno) avrei preso Micelle e me lo sarei portato via con me.
Sapevo benissimo a cosa andavo incontro, lui non stava bene e non avrei potuto montarlo, ma ero felicissima. Da li iniziò la nostra vera storia d’amicizia.

sara e compagno micelleOgni giorno passavo mezza giornata con lui e ogni giorno mi regalava sempre più emozioni. Io con lui mi confidavo e lui con me era dolce.

La tendinite passò, ma di lì un problema dietro l’altro, il posteriore sinistro non lo usava più e io gli dovetti dare delle cure, poi iniziò a perdere peso e il manto era cambiato. Lo vedevo andare via sotto i miei occhi, ma io e lui insieme eravamo un forza e ogni volta dopo le cure riuscivamo a vedere miglioramenti.

Lui ha sempre avuto il solito temperamento di sempre, forte e deciso, non si è mai fatto battere da tutti i problemi, si rialzava sempre.
Fino a che il giorno 18 settembre 2016 lo trovammo sdraiato dentro al box, non si alzava più. Abbiamo provato e riprovato ad alzarlo ma ci facevamo male noi e lui, si lamentava ma non reagiva.

Io ero confusa e avevo paura, ma lui era lì che soffriva e io non potevo permetterlo.
Chiamai il veterinario e quando arrivò naturalmente mi disse che non potevamo farci nulla, forse una flebo, ma avrebbe alleviato il dolore solo per poche ore. Quindi mi decisi, grazie anche alla mia famiglia e al mio ragazzo che in quel momento erano tutti lì con noi, e gli dovetti dare la puntura.
Non l’ho mai lasciato solo fino all’ultimo istante della sua vita.

Mi ha lasciato un vuoto enorme dentro e, anche se solo per un anno, la nostra è stata una vera amicizia.
Le mie lacrime non smettono mai di scendere quando penso a lui perché non volevo se ne andasse così presto, ma sono felice e orgogliosa che l’ultimo anno di vita lo abbia passato con me e con tutte le mie attenzioni, perché lui veniva prima di qualsiasi cosa.

Io lo ringrazio davvero di cuore perché è stato speciale.
Lo porto sempre nel mio cuore.

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